Coltivazione Melanzane: Come fare

Dopo aver visto come coltivare i peperoni ed i pomodori oggi vedremo la coltivazione melanzane.

Avete voglia di mangiare una buonissima pasta alla norma? Di sicuro sapete che l’ingrediente principale per questa magnifica ricetta è la melanzana, ma sapete come fare ad avere sempre con voi questo ortaggio? È molto semplice! Potete comodamente coltivarlo a casa vostra nel vostro giardino o molto più semplicemente in balcone.

Seguite questa piccola guida e scoprirete come la coltivazione delle melanzane è un modo intelligente per avere sempre con voi questo ortaggio fresco e utile per cucinare tantissime ricette, sia primi che secondi piatti. Avete fame? Allora state comodamente seduti, pensate a tutte le parmigiane che potrete gustarvi senza dover andare per forza al supermercato, basta leggere ancora un po’ e sarete in grado di averle tutte le volte che volete.

Melanzane: cosa sono?

La melanzana detta anche Solanum Melogena, fa parte della famiglia delle Solenacee, come i pomodori, i peperoni e le patate. È originaria delle Indie e proprio qui veniva utilizzata a scopi alimentari. Nel 1400 venne introdotta dagli Arabi nelle regioni Occidentali e in Europa e rimase più utilizzata in quei paesi in cui le condizioni climatiche favorivano il suo sviluppo. Proprio dagli Arabi infatti venne portata in Italia e più specificatamente in Sicilia, dove il clima è adatto per la loro crescita.

Quali e quante tipologie esistono?

come coltivare le melenzane

Naturalmente esistono diverse varietà di melanzane all’interno del nostro mercato tutte si differenziano a seconda del gusto, della forma, del colore e della condizione climatica presente sul territorio.

Melanzane tonde. Prettamente di colore scuro, ma anche violacea, può pesare fino a 300 gr. È adatta per essere grigliata o fritta, in modo da poter preparare delle ottime parmigiane. All’interno di questa categoria possiamo trovare anche le melanzane tonde bianche a volte sfumate di lilla. Esse hanno un sapore molto delicato e presentano un basso contenuto di semi. Ottime per la griglia, la frittura o in padella. Melanzane tonde lilla, anch’esse della stessa forma, delicate e con pochi semi. Da grigliare, friggere e spadellare.

Melanzane lunghe. A frutto lungo, può superare i 25 cm. Ottimo per le caponate, grigliate e fritto. Ne esistono di varie tipologie come la violetta di Napoli con una polpa di sapore forte e piccante, oppure la violetta lunga palermitana piuttosto grande e dalla forma quasi a clava. Presenta una polpa carnosa e piccante, ottima per piatti leggeri di gran sapore. Melanzana perlina, detta anche baby melanzana, è molto piccola e in media pesa 35 gr.

Ne esiste anche un altro tipo, molto più raro e cioè la melanzana rossa DOP di Rotonda. Viene dall’Africa e dall’Asia, è molto simile al pomodoro e ha una buccia di colore rosso, arancione. La sua particolarità è che non annerisce anche dopo ore dal taglio, ha un profumo simile al fico d’India e ha un sapore molto piccante. È perfetta da preparare sott’olio o sott’aceto.

Come coltivare le melanzane?

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Coltivare melanzane è molto semplice, basta seguire poche, semplici regole.

Innanzitutto si tratta di una pianta che necessita di un clima molto caldo. La temperatura notturna poi non deve andare sotto i 12°, pena la crescita o la vita stessa della pianta. Necessita di luce e di terreni con alta concentrazione di sabbia rispetto all’argilla, meglio se soffici con una grande capacità idrica oltre che ricchi di sostanza organica.

Coltivazione melanzane con semi

Qualora sceglieste di utilizzare i semi della melanzana, il periodo migliore per seminarli sarebbe di sicuro quello che va da gennaio-febbraio per le zone a clima caldo, mentre a marzo per le zone a clima più rigido. Il terreno va preparato prima della semina attraverso la vangatura di circa 30 cm e la concimazione del terreno con dello stallatico o del concime organico. I semi in particolare è consigliabile metterli a dimora in un semenzaio ben riscaldato, in modo da agevolare la germinazione. Un consiglio? Prima di interrarli, meglio riporli in un panno umido per circa una settimana.

Coltivazione melanzane con pianta

Se invece decideste di utilizzare delle piantine prese in negozi specializzati o in vivai, meglio scegliere quelle con già tre o quattro foglie, poiché già sviluppate, altrimenti la germinazione sarebbe molto lenta.

Meglio disporre le piantine su file distanziate da 30-50 cm l’uno dall’altra in modo da aiutare la crescita delle stesse. In seguito si possono interrare creando dei solchi con la zappa e ricoprire di terra, ma senza esagerare poiché la pianta potrebbe soffocare.

Infine è meglio concludere l’operazione con l’istallazione dei tutori e cioè dei bastoni in legno o in ferro da porre accanto le piantine in modo da assicurare loro una perfetta crescita ed una stabilità per quando il frutto della melanzana sarà cresciuto abbastanza.

Coltivazione melanzane in vaso

Qualora preferiste avere la vostra pianta di melanzana proprio sul vostro balcone, niente paura, perché è possibile coltivarla anche in vaso.

Valgono naturalmente le stesse regole prima descritte, ma bisogna seguirne delle altre riguardanti gli spazi e le tipologie di vaso. Meglio se utilizzate dei vasi ampi almeno 40.50 cm in modo che le radici abbiano spazio per svilupparsi e che siano in terracotta poiché permette una maggiore ossigenazione del terreno e delle radici.

È necessario inoltre che sul fondo vi siano dei sassi o delle palline di argilla espansa in modo da drenare bene il terriccio per colture che dovrà essere posto insieme allo stallatico.

Risulta assai più semplice e in definitiva molto più conveniente, seminare direttamente la piantina e non il seme, considerando che si tratterebbe di una sola pianta a vaso.

Infine è meglio porre il vaso in una zona calda e non dimenticate di utilizzare i tutori anche per i vostri vasi.

Sono necessari interventi durante la crescita?

Ricordate di innaffiare sempre nel momento più fresco della giornata e molto frequentemente. Per iniziare è meglio farlo due o tre volte alla settimana, cercando di stare attenti a non bagnare le foglie visto che, in questo modo, si rischia di attaccare alla pianta parassiti.

Una volta passato questo periodo, coltivare melanzane sarà ancora più semplice, infatti basterà dar loro l’acqua tutte le volte che il terreno risulterà asciutto.

Procedete ogni tanto anche alla sarchiatura e cioè al controllo del terreno smuovendolo con l’aiuto della zappa. In questo modo farete respirare meglio le radici e allo stesso tempo rimuoverete le erbacce.

La potatura è anch’essa necessaria per rimuovere foglie e rami secchi. Importante è che deve essere compiuta a mano partendo dal basso e quindi dalle foglie vicino il terreno.

Soprattutto durante il primo periodo è importante fare la rincalzatura e cioè rimuovere il terreno tra le file per sistemarlo ai piedi della pianta

Anche la pacciamatura è da segnalare come fondamentale al fine di conservare al meglio la pianta e mantenere la terra umida, protetta dal caldo e dal freddo.

Quando si raccolgono?

Il periodo migliore per la raccolta è quello tra la fine di agosto e la prima metà di settembre. Basta guardare la buccia: quando è opaca e non lucida, il frutto può essere colto.

Non preoccupatevi se non ha ancora raggiunto la giusta dimensione o maturazione, la melanzana infatti deve essere colta prima che perda qualità e sapore e cioè quando ancora non ha semi e una polpa soda e un colore viola acceso.

Che clima preferiscono?

Da quanto detto dunque su come coltivare le melanzane, si tratta di un frutto parecchio esigente in fatto di clima in quanto necessita di temperature alte: cioè dai 14° ai 18° la notte e dai 22° ai 26° il giorno.

Risente moltissimo degli sbalzi di temperatura ed è per questo motivo che la sua coltivazione è molto più diffusa nelle zone più calde e meno in quelle settentrionali che notoriamente sono più fredde. Coltivarle è comunque possibile in parte grazie ad una buona pacciamatura.

Coltivazione melanzane: avversità

Tra i maggiori problemi potreste trovare afidi, ragnetti rossi e mosche bianche, tutti parassiti da combattere con insetticidi.

Altri rischi possono essere costituiti dalle muffe grigie le quali provocano un rammollimento del picciolo che sostiene la foglia fino a farle ripiegare e appassire.

Peronospora e cioè una malattia che provoca sulle piante un ingiallimento delle foglie, in seguito l’annerimento si estende a tutta la foglia fino a seccarla e farla cadere. Anche i frutti scoloriranno e la buccia cambierà colore in modo che il frutto diventi immangiabile.

Il Phytium invece parte dalle radici fino a fare marcire la pianta.

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